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Nightmare Before Christmas: curiosità e poema originale!

Siamo sinceri, questo evento “Sfida della Torre” sta facendo impazzire un po’ tutti, quindi direi di concederci dieci minuti di pausa per leggere qualche curiosità su uno dei film Disney più amato: Nightmare Before Christmas.

Un Halloween speciale!

Uscito nel “lontano” 1993, quest’anno Nightmare Before Christmas compie 25 anni, ed era prevedibile la sua apparizione nel nostro amato parco tascabile. Per qualcuno è stato, letteralmente, un incubo, mentre per qualcun altro è stata l’occasione per recuperare un po’ di personaggi grazie agli scrigni magici. Insomma, la Sfida della Torre a tema Halloween di quest’anno si è perfettamente adattata al titolo del film al centro dell’evento ed al personaggio sbloccabile attraverso le sfide: il Sindaco della Città di Halloween. La sua doppia faccia gira a 180°, passando da triste a felice in pochissimo tempo!

Con le sue zucche, i suoi fantasmini e le sue foglie secche che lentamente lasciano gli alberi, Halloween ha invaso i nostri parchi ed ormai si sta preparando a lasciarli, con il termine dell’evento. Scopriamo insieme qualche curiosità su Nightmare Before Christmas e leggiamo insieme il poema originale!

7 curiosità su Nightmare Before Christmas

  1. Il film è stato girato in stop-motion, “animazione a passo uno”. In sostanza, per renderla semplice, il film è stato girato con una particolare cinepresa in grado di catturare un fotogramma alla volta. Servono ben 24 scatti per un solo secondo di film. Ci volle una settimana intera per girare un solo minuto… fatevi due conti!
  2. Li abbiamo già fatti noi! Ci vollero tre anni per riprendere l’intero film ed il lavoro di cento persone!
  3. Ogni personaggio del film, costruito a mano, aveva tre copie ed un’armatura al suo interno, che ne permetterva il movimento… pensate, furono costruite 400 teste di Jack! Una per ogni espressione!
  4. Tim Burton ha dichiarato che l’idea originale del poema da cui è tratto il film, gli è venuta mentre osservava la vetrina di un negozio, nella quale venivano tolti gli scheletri per lasciare spazio a Babbo Natale!
  5. Il budget del film è stimato sui 18 milioni di dollari, ripagati dall’enorme successo del film, che ogni anno ritorna di moda!
  6. In Italia il film è uscito un anno dopo che in America, il 5 dicembre del 1994 contro il 23 ottobre 1993. Ecco perchè da noi compie solamente 24 anni e continuiamo ad avere il dubbio “Ma va visto ad Halloween o a Natale?” Nel dubbio, in entrambe le occasioni!
  7. Nel 1994 fu nominato all’Oscar come Migliori Effetti Speciali, ma vinse Jurassic Park. Purtroppo per il nostro amato film, la categoria Miglior film d’Animazione nacque solamente nel 2002!

La poesia originale in italiano

Era autunno, ad Hallowen, autunno inoltrato.
E faceva molto freddo, un freddo desolato.
In cima a un colle, illuminato dalla luna,
Jack Skeletron meditava sulla sua sfortuna.
Alto, sottile, un tipo allampanato,
portava al collo un pipistrello annodato.
Era stanco di Hallowen, che noia mortale!
Ogni cosa in quel posto era sempre sempre uguale.
“Basta con lo spavento, la paura e il terrore,
sento freddo alle ossa, ho bisogno di calore.
Di strabuzzar le orbite ne ho ormai abbastanza,
a che serve ripetere questa macabra danza?
Detesto i cimiteri non ne posso proprio più
di passar tutta la vita a urlar soltanto ‘Bù!”
Poi da una tomba, s’alzò una nebbia spettrale
e nell’aria si udì l’uggiolio di uno strano animale.
era un piccolo cane fantasma spuntato dall’aldilà,
con un naso a forma di zucca che brillava nell’oscurità.
Si chiamava Zero, era di Jack il migliore amico,
ma lui non lo notò, e il cane ne fu avvilito.
Vagò Jack l’intera notte e tutto il giorno dopo,
il suo cuore sgomento si scioglieva a poco a poco…
Finchè, poco prima che venisse sera,
quando ancora errava nella foresta nera,
Jack s’imbattè in una magica visione
che l’indusse a prendere una risoluzione.
Sul tronco di tre alberi si aprivano tre porte:
e una era di certo la fuga dalla morte.
Jack allungò esitante la scheletrica mano
e aprì una porta piano piano…
Si trovò così in un bianco bagliore,
il cranio prese a girargli per lo stupore.
Jack era piombato all’improvviso,
in una città dove regnava il sorriso.
La città del Natale era chiamata
e qui ogni cosa pareva incantata.
In quella fulgida e scintillante luce,
il volto di Jack si fece meno truce.
E se poi gli amici non avessero creduto
a ciò che le sue orbite avevano veduto,
come prova decise di portare
tutto quanto gli riuscì di arraffare.
Prese così una calza piena di regali,
dolci, canditi e giocattoli dagli scaffali.
Luci, ornamenti, una stella dall’albero di Natale,
e, per finire, la lettera “N” dall’insegna dall’insegna
stradale.Raccolse ogni cosa, prese tutto all’impazzata
prese perfino un mucchio di neve gelata…
Rubò la foto di Babbo Natale e i suoi folletti,
e tornò ad Hallowen con tutti quegli oggetti.A casa fu circondato da un gruppo di curiosi
che fissavano stupiti quei pacchi misteriosi.
A questa apparizione nessuno era preparato,
molti erano emozionati, qualcuno spaventato.
Nei giorni successivi, mentre fuori tuonava,
Jack restò chiuso in casa: un’idea l’ossessionava.
“Perché loro diffondono gioia e amore,
mentre noi dobbiamo incutere paura e terrore?
Che cosa m’impedisce di far Babbo Natale?
Perché dev’esser lui, tutti gli anni sempre uguale?”
Ma ebbe all’improvviso una folgorazione
aveva finalmente trovato la soluzione.Nella città del Natale, mentre i giochi costruiva,
Babbo Natale udì un rumore che dal basso veniva.
Quando andò alla porta ebbe una sorpresa:
tre bizzarre creature erano lì in attesa.
Vestiti in un modo strano, di aspetto disgustoso,
mostravano un cipiglio alquanto minaccioso.
Poi aprirono un sacco, e gridando “Cucù!”
vi infilarono Babbo Natale con la testa all’ingiù.
I tre ladroni allora, riusciti nell’intento,
tornarono da Jack, la mente del rapimento.
Gli abitanti di Halloween si radunarono ancora,
nessuno aveva mai visto Babbo Natale finora.
E mentre tutti scrutavano quell’omone barbuto,
Jack gli spiegò il suo progetto astuto:
“Mio caro signore, penso sia una crudeltà
che voi siate Babbo Natale per l’eternità!
Quest’anno le parti si son scambiate,
voi state tranquillo, non vi preoccupate.
Sarò io a fare il vostro mestiere
e non c’è nulla, credetemi, da temere.
Toccherà a me soddisfare tutti i desideri
mentre voi vagherete per i cimiteri.”
Ma benché Jack e i suoi amici
fossero animati dalle migliori intenzioni,
la loro idea del Natale era piuttosto macabra.
Giunta infine la vigilia di Natale,
Jack legò le sue renne alla bara spaziale.
Ma quando tutto ormai era già pronto,
e il sole volgeva rapido al tramonto,
Halloween fu avvolta da una nebbia fitta,
così non si poteva proprio guidare la slitta.Quand’ecco una luce s’intravide in quel grigiore,
era del cane Zero, l’amico suo migliore.“Mio buon amico!” esclamò Jack con baldanza,
“Con il tuo lume mi ridai speranza!
Seguirò nel buio la tua scia luccicante
e tu sarai la mia guida, il mio faro volante.”Così si avverò il grande sogno di Zero:
guidare la slitta di Jack, essere il suo nocchiero.
“Buon Natale! Buon Natale!” gridò Jack esultante
seduto su quello strano oggetto volante.

Era la notte di Natale, e mentre fuori nevicava,
nelle case della città la gente riposava.
Nelle calze appese in fila davanti al camino,
un’orribile sorpresa attendeva ogni bambino.
Nel caldo dei loro letti i bimbi ignari
sognavano i mostri paurosi e i lupi mannari.
La luna si rifletteva sulla neve argentata,
tutto taceva nella città addormentata.
Ma ecco riecheggiare cupi alti lamenti,
nell’aria si udì un rumore di ossa stridenti.
Una slitta spettrale solcò il cielo tenebroso:
una bara guidata da uno scheletro spaventoso.
Saltando di tetto in tetto, calandosi per i camini,
Jack consegnò i suoi giochi a tutti i bambini.
Si muoveva con grazia, con aria impassibile,
non si rendeva conto del suo aspetto terribile.

Jack visitò Suzie e Dave, i due fratelli,
fece loro regali da drizzare i capelli.
Visitò la piccola Jane e, per farsi una risata,
le regalò una bambola bella e indemoniata.

Regalò un treno dai binari tentacolari,
un serpente e due lupi mannari.

Regalò una pianta carnivora dai fiori avvelenati
e un vampiretto dai lunghi denti affilati.

Dalla città salivano urla e grida di terrore,
ma Jack non le sentiva, lui agiva con candore.
E quando guardò in basso dal cielo stellato,
udì scoppi, tumulti e un forte boato.
“Son contenti!” si disse. “Questo è il ringraziamento
per un lavoro ben fatto, portato a compimento.”
Ma ciò che lui credeva esser fuochi artificiali,
erano invece spari, cannonate micidiali.
Cercando di schivare i colpi d’artiglieria,
salì in alto con Zero e tentò di fuggir via.
Volteggiavano nell’aria più veloci di un ciclone,
finchè un missile guidato li centrò alla perfezione.
cadde Jack a capofitto proprio dentro al cimitero,
cadde accanto a bianche tombe con il suo fedele Zero.

Con le ossa a pezzi e l’umore nero,
Jack si appoggiò a una croce del cimitero.
voleva essere Babbo Natale, voleva portare amore,
ma invece della gioia, aveva destato orrore.
Alzò sconsolato le vuote orbite al cielo,
poi pianse a lungo, il cuore stretto dal gelo.
E mentre insieme a Zero se ne stava a meditare,
all’improvviso una voce udì familiare.

“Caro Jack!” disse la voce del vecchio Babbo Natale.
“Io lo so che quanto hai fatto non è stato intenzionale.
Ora sei riste, sconsolato, ti senti proprio giù,
ma per fare il mio mestiere, sai, ci vuole ben di più.
Il tuo posto non è altrove, è Halloween la tua città,
ed è qui che devi stare, dare a lei felicità.
Vorrei dirti tante cose, prolungare il mio soggiorno,
ma mi tocca proprio andare, a Natale far ritorno.”
Poi, salendo sulla slitta, salutandolo gridò:
“Buon Natale, caro amico, un regalo ti farò.”
Così Jack s’incamminò
tutto solo e desolato,
ma il suo cuore generoso
dal buon vecchio fu premiato.
Nella notte di Natale
cadde piano un manto lieve,
tutta la città di Halloween
fu coperta dalla neve.

Un evento… da paura!

Perfetto, vi siete distratti abbastanza, direi che potete tornare all’evento più terrificante dell’anno! Non temete, il Sindaco è dietro l’angolo… Speriamo che abbia la testa girata dalla parte giusta!

Buona fortuna e buon Halloween a tutti,

Dal fondo del mar vi saluto,

Ariel
Giovane e con tanta voglia di realizzare i miei sogni. Mi piace scrivere di qualsiasi argomento e "giocare" con i social network! Sono convinta fermamente che, se inseguite nel modo giusto, le nostre passioni possono portarci ovunque!
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