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“Toy Story”: dal 1995… “verso l’Infinito e oltre!”

Sono passati ventisette anni da quando Woody, Buzz e gli altri giocattoli di Andy approdavano al cinema, facendo sognare e divertire bambini e adulti di tutto il mondo.

Oggi, nel 2019, il fenomeno Toy Story non si è ancora assestato e anzi, con l’avvento del quarto capitolo della saga Pixar più famosa, difficilmente tramonterà.

In attesa del 26 giugno, data in cui il nuovo film arriverà nelle sale italiane, ripercorriamo questo (quasi) trentennale, facendo un giro tra i ricordi e la scoperta di qualche curiosità!

Toy Story, il mondo dei giocattoli

Il primo capitolo della saga spalanca le porte della camera di Andy, il bambino protagonista, e ci mostra come i suoi giocattoli abbiano vita propria, quando gli umani non sono presenti: tengono delle assemblee, giocano a carte e con i videogiochi, chiacchierano e battibeccano come degli esseri viventi.

Woody, il cowboy “più cowboy che ci sia!” è il giocattolo preferito di Andy, il suo migliore amico, nonché protagonista di tutti i film e punto di riferimento per gli altri giocattoli.

L’arrivo di Buzz Lightear, regalato al bambino in occasione del suo compleanno, mischierà le carte in tavola; il nuovo arrivato, uno space ranger, sembra essere destinato a spodestare Woody dal suo ruolo di prediletto di Andy e “capogruppo” dei giocattoli.

Iniziano così le avventure dei giocattoli più famosi del cinema mondiale, tra fraintendimenti, nuove amicizie, tante risate e un lato “umano” tutto da scoprire.


I giocattoli di Andy si fanno subito voler bene da tutti noi: Slinky, il cane a molla, è il perfetto animale da compagnia, docile e fedele; Rex è il simpatico e impacciato dinosauro; Mr. Potato è una patata scorbutica, ma sempre con la battuta pronta; Hamm è un maialino salvadanaio, sarcastico e molto arguto; Bo Peep è una dolce pastorella, timida ma che non esita a far sentire la sua voce; Sergente è il capitano dei soldatini, risponde sempre agli ordini delle spedizioni.

Oltre ad avere una trama avvincente, che tiene lo spettatore incollato allo schermo, e dei personaggi così dinamici, che tutti noi avremmo voluto come compagnia da bambini, Toy Story rappresenta soprattutto una grande innovazione per il cinema d’animazione, tanto che il regista, John Lasseter, riceve un Oscar speciale per il primo lungometraggio interamente animato al computer.

L’idea del film che tutti noi conosciamo si ispira ad un cortometraggio di casa Pixar di grande successo del 1988, “Tin Toy”, il primo corto realizzato in tecnica CGI, che parla di un bambino che terrorizza i suoi giocattoli che, dotati di sentimenti e vita propria, scappano dalle sue angherie.

Toy Story rappresenta non solo il primo lungometraggio Pixar, ma anche la prima collaborazione con la Walt Disney Pictures, un’unione che per quei tempi sembrava improbabile, ma che si dimostrò vincente, tanto che ogni anno regala film con incassi da record e che ha reso le due case di produzione tra le più importanti e famose al mondo.

Andiamo ora a scovare qualche curiosità su questo primo capitolo della saga

  • il titolo originale era “You are a toy”;
  • il protagonista avrebbe dovuto essere Tinny, personaggio che ha debuttato nel sopracitato Tin Toy e che, secondo la trama pensata originariamente, sarebbe stato smarrito durante un viaggio e sarebbe stato aiutato a ritrovare la strada di casa da un ventriloquo;
  • il nome originale di Buzz Lightear era “Lunar Larry”;
  • la prima scelta per il doppiaggio di Buzz era ricaduta su Jim Carrey, ma il budget del film era troppo basso per un attore del suo calibro, allora si pensò a Bill Crystal, che rifiutò pensando ad un fallimento annunciato (in seguito ammise che fu il più grande errore della sua carriera);
  • il personaggio di Woody, che è a tutti gli effetti un modello da seguire per i più piccoli, in origine doveva essere un giocattolo fastidioso che passava il suo tempo ad importunare gli altri giocattoli;
  • Bo Peep in origine doveva essere una Barbie, ma la Mattel, sua casa di produzione, aveva rifiutato questa collaborazione, temendo che il successo della bambola sarebbe andato scemando per via del film, che davano come un fallimento annunciato;
  • come ben sappiamo, Barbie è presente nel secondo film e nel terzo è addirittura una dei protagonisti, grazie al passo indietro della Mattel, che aveva visto e riconosciuto il successo mondiale di Toy Story;

  • il 1995 è un anno importante per casa Pixar, in quanto dà il via, proprio grazie a Toy Story, a quella bellissima storia cinematografica che stiamo ancora vivendo, è per questo che il numero 95 ricorre spesso in tutti i film Pixar;
  • Andy si chiama così in onore di Andries “Andy” Van Dam, professore della Brown University e pioniere dell’animazione computerizzata;
  • Toy Story è stato inserito nella lista delle opere d’arte da conservare nel National Film Registry della biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.

È arrivato il momento di fare un salto nel futuro e arrivare all’anno 1999, con il secondo capitolo.

Toy Story II, Woody e Buzz alla riscossa

Dopo solo quattro anni dal successo mondiale del primo film, i nostri giocattoli del cuore tornano sul grande schermo, con nuove avventure ma soprattutto una nuova storia e nuovi amici. Facciamo intanto la conoscenza di un nuovo giocattolo, Mrs. Potato, e del cane Buster, che erano stati regalati alla fine del primo film, ma che avevamo soltanto sentito nominare, senza poterli vedere in azione.

Anche in questo secondo capitolo, ci sono avventure adrenaliniche all’orizzonte!

Woody, nel tentativo di salvare il pinguino giocattolo Wheezy dal mercatino, finisce accidentalmente nelle mani di Al, il proprietario de “La fattoria dei giocattoli di Al”, che se ne impadronisce al fine di aggiungerlo alla sua collezione di personaggi del Far West, per poi venderli al museo dei giocattoli in Giappone.

Allora Buzz e gli altri giocattoli partono per salvarlo, tra scambi di personalità con un altro Buzz, space ranger che crede di essere in missione contro il malefico imperatore Zurg e l’incontro con i simpatici alieni, già conosciuti nel primo film, che si aggregheranno alla compagnia.

Nel mentre, Woody fa la conoscenza dei tre personaggi che, insieme a lui, erano protagonisti di una serie tv dal grande successo: Jessie, la coraggiosa cowgirl; Bullseye, il timido cavallo da corsa e Stinky Pete, il cercatore d’oro che tenterà in ogni modo di impedire la fuga, desideroso di andare a Tokyo come pezzo da museo.

Woody e mandria, ora si gioca un po’
con Jessie la bella cowgirl
Bullseye il cavallo suo
Pete cerca l’oro
[…]

Indubbiamente, questo film ci mostra qualche dettaglio in più, rispetto al primo, non solo sul mondo dei giocattoli, ma anche sull’amicizia che lega tutti loro, disposti ad attraversare tutta la città – in mezzo a mille pericoli – per salvare un amico in difficoltà e, alla fine, accettano anche nuovi membri nella compagnia, regalando ad Andy nuovi personaggi per le sue storie.

Vediamo qualche curiosità anche su questo secondo capitolo:

  • Toy Story II rientra fra gli unici tre film Disney ad aver vinto un Golden Globe, condividendo il podio con i classici “La Bella e la Bestia” e “Il Re Leone”;
  • in origine, il film doveva essere destinato solo all’home video, quindi alle videocassette e dvd, come la gran parte dei sequel dei classici Disney;
  • Tom Hanks (doppiatore di Woody) e Tim Allen (doppiatore di Buzz) hanno rivelato di aver pianto, sentendo la canzone “When she loved me”, che Jessie canta ricordando la sua padroncina Emily, che l’aveva abbandonata.
  • il camioncino del Pizza Planet, guidato da Hamm, Mr. Potato, Buzz, Rex e Slinky, è presente in tutti e tre i primi film (chissà se lo rivedremo nel quarto);
  • questo sequel, inoltre, è il film con le migliori recensioni di sempre su Rotten Tomatoes, uno dei siti web di recensioni più cliccati.

Dieci anni dopo, arriva il terzo capitolo (ma non ultimo), che aveva momentaneamente chiuso il cerchio e concluso la storia, fino all’annuncio del quarto capitolo che, vi ricordo, sarà nelle sale italiane a partire da giovedì 26 giugno!

Toy Story III, la grande fuga

Andy, che a tutti gli effetti è cresciuto insieme a noi, è ormai un giovane adulto ed è pronto per il college: la prima cosa che salta all’occhio, nel nuovo film, è l’assenza degli altri giocattoli che avevano fatto la loro comparsa nei due precedenti capitoli: la lavagna giocattolo, i soldatini che decidono di andare via, le scimmie, le matriosche, il pinguino Wheezy, ma soprattutto è pesante l’assenza di Bo, la pastorella fidanzata di Woody.

Andy ha il cuore diviso in due, nell’incertezza sul portare Woody con sé all’università e la decisione di donare i suoi giocattoli più affezionati all’asilo, o tenerli in soffitta.

A causa di un equivoco, i giocattoli finiscono tutti – Woody compreso – al Sunnyside, l’asilo dove faranno la conoscenza di nuovi giochi; inizialmente saranno entusiasti della loro nuova vita, come compagni dei bambini dell’asilo, ma capiranno ben presto che non tutto è rose e fiori come sembra.

Si presenta a loro Lotso, un orsetto di peluche che dispensa “grandi abbracci”, ma che in realtà esercita il suo potere su tutti i giocattoli dell’asilo, manipolandoli a piacimento; conosciamo Ken, il famoso compagno di Barbie, inizialmente alleato dei cattivi, che però capirà da che parte stare; il bambolotto, dolce e solo, che esegue gli ordini senza ribattere; la scimmia, che sta alla guardia dell’asilo la notte, per non far scappare i giocattoli; il polpo, che collabora con Lotso e tanti altri giocattoli, che inizialmente costituiranno per loro un ostacolo e saranno alleati dell’antagonista principale. Ma c’è anche il telefono giocattolo (doppiato da Gerry Scotti), che starà dalla parte dei buoni e aiuterà Woody a tirar fuori i suoi amici.

Il nostro cowboy è l’unico che vuole tornare da Andy, perché sa che il suo compito è quello di renderlo felice e sa quanto il suo padroncino sentirà la loro mancanza, così riesce a fuggire dall’asilo, per approdare però a casa di Bonnie, una dolce bambina che lo farà giocare con i suoi altri giochi: l’unicorno Cuore di Panna; il dinosauro Trixie; Dolly, una bambolina di pezza; Mr. Pricklepants, un riccio di peluche; tre pisellini in un baccello; il pagliaccio Chuckles (doppiato da Giorgio Faletti), che racconterà a Woody di come Lotso sia diventato così cattivo e lo aiuterà nella fuga.

Ci sono due cose che accomunano il secondo e il terzo capitolo della saga: la sindrome dell’abbandono e la conseguente mancanza di fiducia nei bambini, vissuta da Lotso e Jessie e, contemporaneamente l’avversione per il loro ruolo di giocattoli, di Lotso e Stinky Pete.

È interessante vedere come le loro esperienze simili abbiano in qualche modo forgiato le loro personalità, in positivo e in negativo, rendendoli tutto l’opposto di quello che un giocattolo deve essere, tutto il contrario di quello che Woody e gli altri ci insegnano.

Qualche curiosità anche su questo terzo film:

  • è il primo sequel nominato agli Oscar, senza che i suoi precedenti siano mai stati nominati;
  • è il primo a film a realizzare oltre un miliardo di dollari al botteghino, piazzandosi al 5° posto tra gli incassi più alti di sempre;
  • la trama è parzialmente ispirata al corto di cui abbiamo parlato prima, Tin Toy, per quanto riguarda il tema centrale della fuga;
  • Lee Unkrich, regista di questo terzo capitolo, è la voce del pupazzo a molla che esclama “Nuovi giocattoli!” al loro arrivo al Sunnyside;
  • Sid, l’antagonista che nel primo film voleva far esplodere Buzz, fa un cameo come ragazzo addetto alla spazzatura, è il personaggio che canta con le cuffie alle orecchie;
  • in onore di questo film, Lego ha realizzato delle versioni di Woody e Buzz inedite a grandezza naturale, che hanno impiegato la bellezza di oltre 60.000 mattoncini;
  • Lotso è un easter egg nel film Pixar “Up”, lo si può notare nella camera di una ragazzina, quando la casa di Carl si erge in volo;
  • nella stanza di Andy, c’è un cartello stradale che riporta scritto “W. Cutting Blvd”, quartier generale originario della Pixar;
  • sono solo quattro gli animatori che hanno partecipato a tutti e tre i film;
  • per promuovere “La Principessa e il Ranocchio” in Italia, venne indetto il concorso “Un papà per una voce”, a cui dovevano partecipare i padri di bambini di un’età compresa tra i 6 i 15 anni, per prestare la voce ad un personaggio in una clip del film, il papà vincitore doppiò il Sergente;
  • Don Rickles, che per i primi tre film prestò la voce a Mr. Potato, scomparve nel 2017, non arrivando a doppiare anche il quarto capitolo, tuttavia grazie alle innovazioni tecnologiche, sarà comunque ancora lui il simpatico giocattolo a forma di patata;
  • Edgar Wright, regista e sceneggiatore, scrisse: «Contiene gli ingredienti chiave delle storie per bambini: il terrore. La sequenza della fornace si unisce a quella della morte della madre di Bambi, l’apprendista stregone e la parata degli elefanti rosa nel pantheon delle grandiosità dark della Disney»;
  • il film conta ben 302 personaggi.

Abbiamo fatto un salto indietro nel tempo e conosciuto qualche simpatica curiosità, ma se avete imparato un po’ a conoscermi, sapete anche che sono una romanticona e una nostalgica, quindi prendete i fazzoletti, è il momento sentimentale.

“Hai un amico in me…” per sempre

La colonna sonora del film riassume tutto ciò che Toy Story significa: amore, amicizia, unione; solo sentimenti positivi.

Perché Woody, Buzz, tutti i giocattoli saranno sempre lì per noi, a tenerci compagnia, a tirarci su di morale, a farci ridere, a insegnarci la purezza della felicità, a gioire in nome dell’amicizia, dell’amore e della famiglia.

Un ringraziamento speciale va fatto a chi, con la sua voce, ha umanizzato i personaggi, sia nella versione originale USA, che nella versione – a noi più familiare – italiana: Massimo Dapporto, affezionato doppiatore di Buzz Lightear, che ha dichiarato di sperare in altri capitoli, per tornare ad essere la voce dello space ranger; Fabrizio Frizzi, il “nostro Woody”, dolce e simpatico come il personaggio a cui prestava la voce, non dimenticheremo mai il suo prezioso contributo alla saga, con grande fiducia comunque ad Angelo Maggi nel ruolo di Woody, grande doppiatore e nuovo arrivato nella grande famiglia di Toy Story.

L’articolo si conclude così, ma la saga di Toy Story non è ancora finita e i nostri amici giocattoli ci aspettano al cinema, da giovedì 26 giugno!
Vi ricordo altresì che qui su Magic Times potete leggere tantissimi articoli con tutte le curiosità sul nuovo capitolo di Toy Story, per essere preparati al meglio!

E non dimenticate mai:

Sai, io e Woody siamo molto amici da tantissimo tempo. È coraggioso, come si addice a un cowboy, è generoso, è in gamba, ma ciò che rende speciale Woody è che non ti volterà mai le spalle. Mai.

 

Aurora
Sono un'ambiziosa studentessa universitaria innamorata da sempre della Disney; scrivere significa poter mettere nero su bianco i miei pensieri e le mie emozioni. Spero di riuscire a divertirvi, almeno quanto mi diverto io a curiosare e farvi leggere i miei articoli!
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